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mercoledì 12 agosto 2015

Open-minded... ma non troppo.


 Ciao, carissimi amici e followers, come state? Spero che la calura non vi stia massacrando, io mi difendo con lo studio e con un po' di sano internet.
Oggi sono in circolazione con un post che forse farà tremare di rabbia qualcuno di voi e tremare di indignazione qualcun altro.

Mi è capitato di recente di conoscere un paio di persone che si definiscono "open-minded", che ascoltano musica alternativa e che si vestono dalla testa ai piedi con braccialetti, sciarpe, borse e collane provenienti da tutto il mondo. Fin qui tutto bene, ad un primo sguardo sembrano proprio persone dinamiche e interessanti, quindi decido di approfondire la conoscenza.

Non l'avessi mai fatto. Perché per queste persone va bene essere open-minded, va bene essere aperti alle altre culture e al libero scambio di idee e di credenze, ma solo se ognuno se ne sta a casa propria. Non appena si comincia a parlare di migranti, di esuli che vengono ospitati dai comuni si parte con commenti quali "Però devono capire che non abbiamo posto per tutti", "Eh però cosa vengono a fare in Italia, siamo messi peggio di loro", "OMG degli extracomunitari abitano vicino all'asilo, dove andremo a finire". A nulla valgono i miei tentativi di fare da pacere, di convincere tali esseri viventi - non dico umani perché di umano c'è poco - che prima di lamentarsi si potrebbe conoscere i nuovi arrivati, che magari sono brave persone. Nemmeno ricordare loro che anche gli statunitensi, dopotutto, sono extracomunitari serve a nulla.

L'ignoranza di certa gente mi disgusta. Perché fa bello essere "etnici", passatemi il termine, per moda, perché ti rende alternativo, interessante agli occhi degli altri, ma non serve a nulla rifarsi il guardaroba da Altro Mercato e ascoltare i Negrita se poi dentro si è aridi come il deserto del Gobi. C'è gente che ha bisogno: io auguro a tutti quei benpensanti di trovarsi nella condizione di dover migrare. Auguro a queste persone di trovare lo stesso rifiuto che riservano ai profughi. Auguro loro di non sapere dove trovare il cibo, di non avere un tetto sulla testa: forse, a quel punto, capiranno che se siamo davvero esseri umani ci possiamo aiutare a vicenda, che non muore nessuno se tendiamo la mano al prossimo.

giovedì 18 giugno 2015

Westeros Breaking News #2 ovvero cosa diamine sta accadendo

Rieccomi qui per la seconda parte di Westeros Breaking News, iniziato in questo post e qui concluso (per quest'anno). Ricordate che nella prima metà della stagione ero un filino arrabbiata perché pensavo che non avesse il minimo senso? Bene, ho cambiato idea dopo recenti sviluppi. Ma andiamo con ordine.

DORNE

Che dire? Sapete che aspettavo che Doran tirasse pesci in faccia a tutti e in parte sono stata accontentata, specie dopo la 5x09, e in più trovo che Alexander Siddig alias Doran Martell sia proprio FICO da guardare, MA. Myrcella e Trystane sono veramente dolci, certo nel libro passavano la loro esistenza a giocare a cyvasse ma anyway sono molto carini anche mentre si baciano clandestinamente. Una cosa che proprio non si può vedere è tutta la questione di Jaime e Bronn, che non dovrebbero assolutamente essere lì. Quindi in effetti è mezza storyline di Dorne che non si può vedere, dal tentato rapimento - scena inutile e noiosa - a Jaime Qua-La-Mano che dice a sua figlia/nipote di coprirsi che l'è ignuda. Al di là del fatto che, hey, siete a Dorne e fa caldissimo, quindi lascia stare. Lasciamo perdere l'assenza totale di Aryanne, da me già lamentata nel post precedente, ma un mio pensiero è che abbiano voluto unire il personaggio di Aryanne con quello di Ellaria. O meglio hanno preso Aryanne e l'hanno schiaffata sotto il nome di Ellaria. Non so da cosa sia dettata questa scelta, forse non volevano creare confusione inserendo troppi personaggi. Comunque dal rapimento in poi è tutto molto approssimativo, a Dorne, a partire dalla scena - completamente inutile - di Tyene Sand che vuole che Bronn la consideri la più bella del mondo e si spoglia nuda perchè sì. Mi è piaciuta la scena del "processo" a Bronn: Trystane si è dimostrato giusto, segno che sta imparando dal caro padre. E ho AMATO Doran che smerda la povera Ellaria e i suoi capelli brutti: inchinati alla magnificenza, Ellaria, inchinati. Nel libro tutto ciò non avviene, anzi: Bronn e Jaime sono da tutt'altra parte, Myrcella si ritrova senza volerlo al centro dei complotti di Aryanne e per questo le mozzano un orecchio, Areo uccide la sua guardia personale... Insomma tutta roba che nella serie non c'è. Nella serie, anzi, Doran manda suo figlio e la futura nuora direttamente nella fossa dei leoni (letteralmente: parliamo dei Lannister!) in compagnia di Jaime. Ma ok, scelta quasi accettabile (?) se non fosse che... Beh, Myrcella muore. Ebbene sì, perché Ellaria si bagna le labbra dello stesso veleno usato da Tyene su Bronn e per salutare la principessa le dà un bacio. Quando si dice femme fatale. Tutto questo nei libri grazie a R'hllor non c'è, né c'è il momento in cui Jaime confessa a Myrcella di essere il suo papà. Ma è stato dolcissimo e straziante, ho amato la scena della dipartita di Myrcella nonostante mi piacesse come personaggio.
Comunque visto che la storyline di Dorne era partita proprio con Jaime che doveva salvare Myrcella, mi perdonerete se dico che l'intera situazione è stata della più acuta inutilità. E tra l'altro, TRYSTANE COSA TI SEI MESSO AL DITO, L'ANELLO DELLA TENDA?



KING'S LANDING

Ok, qui capitano cose. Intanto Ditocorto non ci va, a King's Landing: se ne rimane lassù sul cucuzzolo della montagna insieme a Sansa che ancora si finge sua figlia e l'erede di Nido dell'Acquila. Quindi tutto il dialoco con Cersei in cui dice di "aver sentito dire" che Sansa Stark ha sposato Ramsay Bolton. Inutile dire che Cersei si incazza un attimo, visto che crede che Sansa sia responsabile della morte del suo compianto (?) figliolo. Promette di scotennare tutti e Petyr le chiede di venir nominato Protettore del Nord. Ora, questa cosa nei libri è assente, anche se forse potrebbe anche capitare in seguito visto che Martin è imprevedibile.
Nel frattempo Margaery viene arrestata dal Credo durante il processo a Loras, con l'accusa di aver mentito davanti agli Dei per proteggere il fratello. Nel libro è sì incarcerata, ma perchè accusata di fornicazione da Cersei: paradossale, nevvero? Nei libri Cersei le dice che potrà essere liberata chiedendo un giudizio per singolar tenzone, quindi Margaery deve nominare un campione. Nella serie questo è stato omesso. NON è stato omesso l'arresto di Cersei, che a sua volta viene incarcerata dalle suore dell'Alto Piccione: viene costantemente interrotta nelle sue meditazioni su come vendicarsi da una septa, che io immagino essere septa Unella viste le dimensioni dell'attrice, ma non saprei dire perché nei libri le donne che le fanno visita sono tre. L'indole di Cersei fa sì che le copra di insulti tanto nei romanzi quanto nella serie: good job. Anche l'incontro di lavoro tra Cersei e Qyburn è praticamente uguale, quindi io gongolo LOL perché amo la storyline di Cersei e vederla alterata mi turba sempre. E infine la regina cede e decide di confessare - in parte - i suoi peccati in modo da poter tornare da suo figlio Tommen. In questo particolare contesto la serie procede come nei romanzi: le vengono tagliati i capelli e viene fatta procedere nuda lungo il cammino della vergogna, dal Tempio di Baelor alla Fortezza Rossa. Qui tutto era così simile ai libri da farmi scappare una lacrimuccia. Sarò magari la sola, ma #TeamCersei tutta la vita.


 CASTLE BLACK

Allora. Jon parte insieme a Tormund per andare a parlamentare con il Popolo Libero, il che chiaramente non piace molto agli altri Corvi. Nel romanzo Jon non si muove dalla Barriera, inviando invece Val, principessa bruta di rara bellezza, a parlare con loro. I Bruti si stabiliranno poi nel Dono di Brandon, una volta passata la Barriera. Questo cambia tutto, al punto che farei prima a dire cosa NON cambia, perché l'assenza di Jon fa in modo che non capitino tutta una serie di cose - vedasi la corrismondenza con Ramsay Bolton, giusto per dirne una. In compenso abbiamo un dolcissimo Sam che con l'aiuto di Spettro salva Gilly da un tentativo di violenza sessuale. E lei lo premia e qui io sono morta, cioè ci rendiamo conto? E' stato così dolce che non riesco nemmeno a scrivere. Dolce, dolce, dolce, alla fine avevo il diabete. Tra l'altro immagino che sia stato un po' imbarazzante girare questa scena, non so. In realtà questa scena nei romanzi avviene mentre Sam, Gilly e Aemon sono in viaggio verso Vecchia Città, insieme a un neonato che è in realtà il figlio di Mance Rayder e non di Gilly, scambio totalmente omesso nella serie. Ed è sempre durante il viaggio che Aemon, indebolito e anziano, muore. Questa scena è stata commovente e distruttiva sia nei libri che nella serie tv, mi sono sentita quasi male. Aemon rivede suo fratello e gli dice: "Stavo sognando di essere vecchio". Ma il caro Aemon merità un premio: è l'unico essere umano a Westeros che muore di vecchiaia. Nel frattempo Jon e Tormund arrivano ad Aspra Dimora, un insediamento dei Bruti sul Mare dei Brividi. Non è Jon ad andarci, nei libri, ma Madre Talpa, una specie di strega che ha delle visioni. Lo scenario che trovano arrivati a Aspra Dimora non è troppo diverso da quello che vediamo nella serie dopo la battaglia della 5x08: un postaccio dove i Bruti mangiano i loro morti, probabilmente pieno di Estranei nelle vicinanze. Tornando a noi, nella serie Tormund parla con Rattleshirt, discutono un po' e alla fine si pestano. Risultato: Rattleshirt viene ucciso da Tormund, il che è diverso e al contempo simile rispetto al romanzo. Infatti Rattleshirt, Lord delle Ossa, nel libro viene bruciato vivo al posto di Mance, dopo averne preso le sembianze per una magia di Melisandre. Quindi di fatto muore lo stesso. Dopodiché scoppia il finimondo: bella battaglia, ottimi effetti speciali, calde lacrime per la mamma bruta che non ce la fa a combattere i bambini. Sebbene questo mega scontro con il Supremo Pezzo Grosso degli Estranei non avvenga, ammetto che è stato il momento migliore della stagione. Comunque Jon porta i Bruti alla Barriera: NO, è Val che li porta al Castello Nero e qui, nei romanzi, sono obbligati a consegnare ai confratelli un oggetto prezioso come pegno e devono scegliere se sottomettersi i no a Stannis, che si trova ancora qui. Dopodiché Sam avvisa Jon che vuole andare alla Cittadella per diventare un Maestro: nulla da eccepire, qui è come nei libri. E poi, ultimissima scena della stagione, Jon muore, pugnalato dai suoi stessi confratelli e da quel nano malefico, brutta serpe in seno (vedi questo post). Le ragioni sono molteplici: l'aver accolto i Bruti e il suo desiderio di marciare su Grande Inverno, venendo meno al suo giuramento di non impicciarsi delle battaglie altrui. Ora, nel libro capita la stessa cosa, ma con una piccola differenza: le sue ferite fumano e come ultima parola Jon invoca Spettro. C'è quindi la speranza che possa tornare a vivere? Secondo me ritorna, ma dentro Spettro, nel senso che diventa tipo un Metamorfo, oppure Melisandre - che ricordiamo è ancora alla Barriera con Stannis - decide di bruciare Shireen per salvare Jon. Non so. Sta di fatto che tutto il pubblico si è strappato i capelli con veemenza.

 WINTERFELL

Sansa sposa un altro spostato: quando si dice che il marito somiglia all'ex è proprio vero. Ramsay, come dicevo qui, si dimostra proprio un Lord durante la prima notte di nozze. Qui una differenza sta nel fatto che non è Sansa, ma Jeyne Poole a sposare Ramsay, fingendosi Arya Stark. Dopodiché non succede molto: Sansa e Theon battibeccano come due zitelle inacidite, Sansa cerca di scappare come le aveva suggerito la vecchietta e lo dice a Theon, il quale si comporta come un bravo bastardo e lo va a dire subito a Ramsay. La dolce nonnina viene spellata viva ed esposta al pubblico sguardo. Per Sansa le batoste non finiscono mai: Petyr, che cazzo pensavi quando l'hai mandata lì? Nei libri in realtà questo non succede affatto, anzi, Theon e Jeyne stringono un forte legame e mettono insieme un piano per la fuga. E in effetti nella serie, anche se bisogna aspettare il season finale, avviene il miracolo: Theon torna in sé, uccide Myranda (EVVAI) e lui e Sansa saltano nella neve dai bastioni del castello. Ci sono parecchi personaggi che sono stati omessi: il musicista Abel e le sue sei mogli di lancia, che stanno ammazzando uno ad uno gli uomini dei Bolton, ma non importa, il risultato è lo stesso. Un URRAH per Reek/Theon.



BRAAVOS

Arya scopre finalmente cosa si nasconde nei meandri sotterranei della Casa: migliaia di facce in cloroformio destinate a servire il Dio dai Mille Volti. La storia rimane quasi completamente invariata, con Jaqen che interpreta l'uomo gentile e Arya che impara pian piano a diventare nessuno. Infine Jaqen le ordina di impersonare Lanna (Beth nel romanzo), la "gatta dei canali", che va per i vicoli a vendere frutti di mare: lo scopo è assassinare "the thin man", un tizio smilzo che vende assicurazioni per le navi. Nella serie Arya deve avvelenare il cibo che gli vende ogni giorno, nel libro gli consegna una moneta braavosiana coperta dello stesso veleno. Tuttavia qui come nel libro Arya decide di agire di testa sua e uccide l'uomo sbagliato: nelle ultime due puntate, infatti, la vediamo alle prese con ser Meryn Trant, che scorta a Braavos Mace Tyrell (che nei libri è a Capo Tempesta, non a Braavos). Ricordiamo che Meryn Trant è uno dei Nomi dell'Odio di Arya, quindi con un po' di furbizia lei riesce a farlo fuori. Tuttavia Jaqen, dal momento che lei ha tolto la vita sbagliata, le somministra un latte prima di dormire e Arya al mattino si risveglia completamente cieca. Nei libri succede più o meno la stessa cosa, solo che accade molto prima.
Nel complesso la storyline di Arya cambia molto poco rispetto ai libri.


MEREEN

Jorah e Tyrion viaggiano per raggiungere la Khaleesi. In realtà non vanno a piedi come nella serie, bensì via nave: ed è proprio sulla nave che vengono catturati dagli schiavisti di Yunkai. Manca la marchiatura della guancia di Jorah, ma in compenso ci becchiamo una simpatica storiella che Tyrion sciorina per salvarsi durante la cattura. Dopodiché vengono comprati ad un'asta per venire gettati nelle fosse da combattimento: è durante una di queste lotte che i tre si incontrano. Tutto ciò nel libri non avviene mai: non si sono ancora incontrati in modo così diretto. Jorah e Tyrion, infatti, vengono comprati da Yezzan zo Qaggar insieme a Penny, un'altra nana: lo scopo è inscenare una lotta tra Penny e Tyrion che in teoria dovrebbe essere finta ma nella pratica i due nani rischiano di venire sbranati dai leoni. Dany fa annullare il combattimento e, alla morte del padrone, i tre fuggono e si uniscono ai Secondi Figli, sotto il comando di Ben Plumm il Marrone, altro personaggio escluso nella serie. Questo vuol dire che tutto quel che concerne Tyrion, Jorah e Daenerys insieme non esiste nei libri. Dimenticatevi tutto. Ciò non toglie, però, che mi sia piaciuto molto vedere Tyrion a Mereen. Ho apprezzato il cambio, per una volta. Si passa allora alle ultime due puntate: al di là dell'assenza, come dicevo, di Tyrion e Jorah, non vengono menzionate le locuste avvelenate che Hizdahr fa servire a Daenerys e a Belwas il Forte: lei non le mangia e lui sopravvive grazie alla sua stazza. Ma teniamo conto che l'Hizdahrdella serie è ben diverso da quello del libro. Tuttavia l'arrivo di Drogon, attratto dal sangue sparso nell'Arena, è vero: gli uomini di Dany lo attaccano, ma lei riesce a domarlo con una frusta e dolci paroline in Valyriano. Dany zompa sul drago e volano via, verso il tramondo, o meglio verso il khalasar di Khal Jhaqo, come nel romanzo, anche se nella serie ci viene presentata più in forze e in migliori condizioni. Per quel che riguarda Mereen è tutto diverso: purtroppo non può essere come nei libri, dove la città viene gestita da Barristan Selmy, perché lui è... Beh, è morto.


DA QUALCHE PARTE NEL NORD

Stannis. Caro Stannis, che cavolo fai? Prima di tutto nei libri la Donna Rossa non parte con lui, bensì rimane alla Barriera, perché la sua storia di lega a quella di Jon. In più non chiede affatto al suo signore di sacrificare Shireen, cosa che invece avviene nella serie (e Stannis rifiuta, con conseguente scena stupenda di lui che abbraccia la figlia). Ma tranquilli, questo è Game of Thrones e basta aspettare un paio di puntato per vedere la piccola e innocente Shireen bruciata viva da Melisandre, con il benestare di Stannis e le proteste di Selyse. D'accordo, Martin ha detto tempo fa che nei prossimi libri Shireen morirà comunque (da qui l'idea che Melisandre la brucerà per salvare Jon), ma è stato orribile. E Stannis che stava lì a guardare? Roba da matti. Per questo ha mandato via Davos, perché sapeva che si sarebbe messo in mezzo. E sospetto che Davos lo sapesse, si è accomiatato da Shireen in modo troppo triste. Tuttavia, grazie al sacrificio di Shireen, sembra che ghiaccio e neve si stiano sciogliendo e l'esercito può marciare su Grande Inverno: peccato che metà dei suoi uomini lo abbandonino, perché che re è quello che brucia sua figlia?, e che Selyse si impicchi per il dolore (nel libro non c'è sta cosa, o non c'è ancora). Melisandre si accorge che tira una brutta aria e se ne va alla Barriera. BRAVA, così si fa, baldraccona. Stannis non ha più la sua famiglia, non ha più la sua sacerdotessa, ha metà degli uomini con cui era partito e quindi viene ovviamente sbaragliato dall'armata di Bolton. C'è qui una scena epica, che nel libro non c'è e penso che non ci sarà mai: Brienne la Bella uccide Stannis per vendicare Renly. Ora, nel libro la morte di Stannis viene solamente citata in una lettera di Roose Bolton, in cui dice di aver messo la sua testa su una picca: sarà vero? Non sappiamo. Credo però che sia difficile che, nel caso, Brienne possa uccidere Stannis, perché si trova con la Lady Stoneheart nelle Terre dei Fiumi.


Siamo quindi alla fine. Per quest'anno Game of Thrones è terminato e fino ad aprile dell'anno prossimo non tornerà. Non sono soddisfatta di questa stagione, non come lo ero delle precedenti. Rimane comunque una delle serie migliori che abbia mai visto.

lunedì 15 giugno 2015

Farewell, Jon

SPOILER ALERT

Allora. Questo non è il post che vi avevo promesso sulle differenze tra libri e serie tv nelle puntate 6-10 di Game of Thrones. Questo post è dedicato all'ormai compianto Jon Snow.
Dentro di me mi dico che i segnali c'erano: Olly che faceva domande impertinenti a Sam riguardo le motivazioni che avevano spinto a un'alleanza con i Bruti, la solitaria resistenza di Sam stesso in una Confratenrita dove Jon Snow ha sempre meno seguaci e sempre più nemici. In parte mi sento anche di ammettere che Jon aveva le mani legate: obbligato a partire in prima persona per allearsi con i Bruti, non poteva certo rimanere a Castle Black per mantenere calme le acque.

In più diciamolo chiaro: nei libri siamo rimasti col fiato sospeso, la storyline di Jon in A Dance with Dragons finisce in modo incerto, non sappiamo se sia vivo o morto - anche se voci di corridoio vogliono che Melisandre sacrifichi quella povera stellina di Shireen per salvarlo da morte certa (cosa che nella serie, uhm, forse hanno anticipato e forse no, non sappiamo ancora nulla).

Ciò che veramente sconvolge non è la scena in sé, che resta comunque molto adrenalinica ed è uno dei momenti migliori della stagione, ma una dichiazione rilasciata dall'attore Kit Harington a Entertainment Weekly durante un'intervista proprio sulla morte di questo personaggio.

"Sapevo che stava per succedere. Non ho letto A Dance with Dragons. Ma ho lettto gli altri libri e ho sentito che questo è ciò che succede. Quindi avevo il sospetto che sarebbe accaduto in questa stagione. [...] Ho parlato con Dan e David [...] e hanno detto: "Guarda, sei andato, è fatta". [...] Onestamente, non sono mai stato informato riguardo il futuro delle cose in questo show, ma questa volta sì. Mi hanno fatto sedere e hanno detto "Le cose stanno così". Se qualcosa in futuro non sarà così, in questo caso non ne so niente - è solo nelle teste di David, Dan e George. Ma mi hanno detto che sono morto. Sono morto. Non tornerò nella prossima stagione".


Quindi come vedete qui è molto più definitivo. Non c'è nessuna ferita fumante, nessun "OMG E ADESSO COME FACCIO AD ASPETTARE IL PROSSIMO LIBRO?". Nessuna Melisandre pronta a salvarlo. Nulla di nulla. Jon pare sia morto. E non ci sono "Che ciò che morto non muoia mai" che tengano. Defunse.

E ora la sua guardia si è conclusa.

domenica 17 maggio 2015

Westeros Breaking News #1 ovvero cosa diamine sta accadendo


Allora, io chiedo scusa a tutti per le unpopular opinions che sto per esternare, ma sono mooooolto arrabbiata con Benioff e Weiss - i creatori dello show - e un tantino pure con Martin. Ma soprattutto con Benioff e Weiss. Cercherò di spiegare il perché senza sembrare pazza.
Ci sono alcune differenze che trovo personalmente molto piacevoli da guardare - vedasi Jaime "Prince Charming" Lannister che salpa alla volta di Dorne in compagnia di Federica la Mano Amica e del mercenario Bronn - perché aggiungono pepe alla storia, danno spazio a quei personaggi che ormai abbiamo imparato ad amare e onorare in ricchezza e in povertà. Ci sono altri cambiamenti poco importanti, che possiamo accettare o meno, ma che non apportano sostanziali cambiamenti alla trama per il momento - come il ritorno di Jaqen H'ghar, in particolare con Tom Wlaschiha che io amo molto di più dell'attore che lo interpreta alla fine della season 3, un cesso raro. Ma ce ne sono altri che porco demonio ladro proprio non si possono vedere.

DORNE

Siamo arrivati ormai a metà della season 5. Ora, io mi rendo conto che forse sono lievemente di parte perché sono innamorata di Doran Martell, ma dov'è finita la storyline a Dorne? In tal senso mi esprimo per due ragioni. 1) siamo ormai a 5 episodi su 10 e a Dorne ci avremo passato sì e no tre minuti, quindi scusate ma gli spettatori non hanno nemmeno il tempo di capire chi è sta gente; 2) mancano così tanti personaggi che la storia risulta irrimediabilmente stravolta. Dov'è Arianne? Ma sì, tagliamola, tanto oltre ad essere una figa da paura è anche fondamentale per la questione Myrcella. E dov'è quello sfigato cronico di Quentyn, che per quanto lo odiassi mi da fastidio che manchi? Allora, io sono la prima ad ammettere l'inutilità assoluta di Quentyn Martell nella macrostoria, ma la scena in cui gli capita quel che gli capita, diciamolo, sarebbe stata spettacolare da vedere sullo schermo. Anzi, ricordo che quando la lessi per la prima volta pensai che sarebbe stato molto figo quando lo avessi visto in televisione. Ed ora vorrei la vostra completa attenzione per i miei personaggi preferiti in assolutissimo di tutta la saga: le Serpi delle Sabbie, le care figliole bastarde della Vipera Rossa. Allora, nella serie Ellaria Sand risulta essere la madre della più giovane di loro, estirpando dalla storia delle bambine più piccole, ma questo lo posso anche capire: è una scelta comprensibile, Martin crea talmente tanti personaggi che inserire le vicende personali delle cingole Serpi sarebbe estremamente lungo, perciò capisco e accetto che per meglio esporre un racconto così complesso Ellaria diventi la madre di Tyene. Ma una cosa che mi indispettisce di più è un'altra: le Serpi, che nel libro hanno molto spazio, sono diverse tra loro e sono così realistiche da lasciarmi senza fiato, mentre qui si vedono mezza volta e pure con la coda dell'occhio, tutta l'attenzione è puntata su Ellaria che, qui lo dico e qui lo confermo, nella serie tv mi sta sulle palle. L'ho detto: SULLE PALLE. Perché nel libro Ellaria è una madre responsabile, che deve non solo venire a patti con la morte dell'uomo che amava, ma anche occuparsi delle sue bambine. Le deve proteggere, perché nei Sette Regni i bambini muoiono - quando non sono usati per dei golpe, chiaro. Al punto che, in La danza dei Draghi, Ellaria si contrappone alla guerrafondaia Obara dicendo che la morte della Montagna deve essere la fine del conflitto con i Lannister, non l'inizio. Nei libri Ellaria non cerca vendetta, cerca pace per sé e per le sue bambine, e non blatera di ammazzare tutti quanti senza alcun senso logico - e con un taglio di capelli che brrrr. E il mio Doran c'è per tre secondi cagati. Seriously, wtf?


KING'S LANDING

Partiamo con Cersei. Partiamo dal fatto che, nel flashback, Maggie la Rana dimentichi per caso di nominare il Valonqar, il "fratello minore", che secondo la profezia ucciderà la regina. Senza questo dettaglio si perde il senso dell'odio profondo di Cersei per Tyrion, ma vabbeh, che volete che sia. Tornando al presente siamo al finerale dell'amico Tywin, il cui corpo morto nei libri puzza così tanto che nessuno, nemmeno i pargoli, riescono ad avvicinarsi - figurarsi baciarlo come fosse una reliquia papale come fa Cersei nella serie. Però questa è una cosa da niente, secondo me. Altra cosa che, francamente, non ho trovato così ignominiosa è la rabbia di Cersei quando scopre che Jaime ha aiutato Tyrion a fuggire: amen, c'è gente che è indignata perché nei libri questo lei non lo scopre mai, ma fa lo stesso, suvvia. Invece una cosa che francamente avrei inserito era Jaime incazzato assai - e giustamente - per il banco di corna che ha sulla testa. Lui si fa mozzare la mano della spada e Cersei si accompagna a friguelli come Lancel Lannister, cugino della sovrana: giustamente se la prende, ma nella serie continua a ignorare la faccenda. Altro evento: la nostra incestuosa preferita riceve in dono da Dorne una non troppo velata minaccia, ovvero Doran con garbo e tanta poesia le ricorda che Myrcella è ancora a Lancia del Sole, quindi occhi a cosa fai, piccola Cersei. Sapete, questa cosa devo essermela persa nel libro, avrò saltato un capitolo. Ah, no, un momento: nel libro non c'è. Anche questa è una sciocchezza paragonata ad altre cose, ma non so perché mi ha dato fastidio. Ed ora torniamo al nostro Jaime. Qui devo fare una premessa: anche la suspance vuole la sua parte. Nel libro, infatti, Jaime parte per Delta delle Acque per sterminare i Tully su ordine della sorella, la quale vuole cancellare ogni traccia degli Stark e dei loro alleati. E' una cosa molto pallosa, io mi sono annoiata a morte a leggerla, quindi apprezzo molto il fatto che questo prenda e vada a Dorne; invece una cosa importante era il momento di distacco tra i due gemelli: nel libro Jaime si presenta come una specie di novello superuomo affrancato dalla sua dipendenza da Cersei, un turning point di grande rilevanza. Nella serie ciò non avviene e Jaime resta il solito pesce lesso.
Il matrimonio tra il piccolo Tommen - che ha solo nove anni, chiaro, NOVE ANNI - e la bella Margaery si celebra in modo sfarzoso. Tutti sono felici - tutti tranne Cersei che qui incarna il classico invitato che si scazza perché il cibo fa schifo e la sposa è detestabile - in modo particolare il nuovo re di Westeros, il quale consuma il suo amore come un folletto infoiato. ERRORE e su questo non transigo: Tommen è solamente un bambino nella storia, non importa quanto l'attore sia cresciuto, è un piccolo nanerottolo di nove anni mentre sua moglie è una ragazza ormai al terzo matrimonio. Questa, cari amici, si chiama pedofilia, cosa che non mi aggrada. La scena, personalmente, l'ho trovata inquietante e perversa. E Margaery nella serie è molto più subdola, molto più adulta e pericolosamente simile a quella Cersei che cerca così disperatamente di spodestare. Apprezzo il cambiamento - lei nei libri è un delicato fiorellino, anche se pieno di spine velenose - e su questo non mi lamento. Per quel che riguarda l'Alto Passero c'è una piccola inezia: Cersei è interessata a lui perché vuole sbarazzarsi dell'Alto Septon, nominato dall'odiato Tyrion, e mettere a capo del culto proprio questo santone da strada. Questo nei libri: nella serie Cersei è interessata perché sì. E a proposito dell'Alto Passero, Cersei nella serie fa in modo che questa febbre di ritrovata pudicizia porti alla reclusione del povero Loras. Nei libri questa cosa è totalmente assente, dal momento che è dal funerale di Tywin che Loras è a Roccia del Drago. Infine, l'assenza di Mace Tyrell per ora non sta dando seguito a nessun piano malefico, presente invece nel libro.


CASTLE BLACK

La storyline del Castello Nero non è un completo disastro. Procediamo in ordine: Mance Rayder. Chi ha letto i libri sa che a morire bruciato sul rono non è il vero Re Oltre la Barriera, bensì un altro uomo che la Donna Rossa trasforma per far sì che ne abbia solo le sembianze. Nella serie, invece, Mance muore sul serio grazie ad una freccia pietosa scoccata da Jon Snow, che lo uccide prima delle fiamme del rogo. Ci sta, alla fine tutto sommato mi è piaciuto, anche se forse un motivo valido per tenerlo ancora in vita Martin ce l'ha. Staremo a vedere. Poi abbiamo Jon che viene eletto Lord Comandante: nella serie è Samwise Gamg... Ah, no, scusate, Samwell Tarly, che con un abile gioco di sotterfugi degni di un vero Lord di Westeros fa in modo che i Guardiani della Notte scelgano l'amichetto del cuore. La scena non è male e non è poi una differenza sostanziale. La vicenda di Janos Slynt non presenta alcun tipo di cambiamento e Jon è sempre il solito musone mentre affetta la gente. Ciò che davvero mi ha fatta arrabbiare è stata la scena in cui Melisandre, per convincere il nuovo Lord Comandante a seguire Stannis a Grande Inverno, si spoglia completamente davanti al povero Jon. Come, prego? Allora, baldraccona, prima di tutto contieniti e stai calma, secondo di tutto se Stannis the Mannis ti becca sei finita. Certo, noi sappiamo che le tette sono un marchio registrato HBO, maaaa what? Jon rifiuta sia le avances che la proposta di assalto a Grande Inverno e le conclude la questione con un "Tu non sai niente, Jon Snow" che mi ha fatta quasi - quasi - bestemmiare pesantemente. Quella frase non la dici. Tu. Non. La. Dici. Dulcis in fundo, la pace stipulata con Tormund Veleno dei Giganti nel libro viene discussa non con Jon, ma con la splendida principessa bruta Val e solo una volta stabiliti i termini dell'accordo Tormund si dirige alla Barriera, non è che ci fosse già.


WINTERFELL

Ah, la nostra Sansa. La povera, piccola, dolce Sansa. Ora, chi mi conosce sa bene che io apprezzo molto i POV di Sansa nel libro, perché per quanto lei sia detestabile trovo che siano i capitoli scritti meglio. Lo dico perché sono stata anche io una piccola Sansa, da bambina, volevo una vita fatta di castelli, di principi, di abiti principeschi. Quindi la capisco, la capisco davvero. Capisco il suo attaccamento a Petyr, che almeno dal suo punto di vista è l'unico dalla morte di Eddard a capirla e a volerle bene. Che sia vero o meno Sansa non lo sa - o forse non vuole approfondire la cosa, perché ormai è stanca di venir messa in mezzo ed è più facile far finta di niente. Quindi ho amato il fatto che, nel libro, la sua storyline si fermi: perché per quanto amassi i POV di Sansa sono stata contenta di non leggerli più sapendo che lei stava relativamente tranquilla. Non mi soffermo quindi sulle vicende di Sansa, dei Bolton e di Petyr, né sul ritorno a Grande Inverno e sul matrimonio con quel pazzo furente di Ramsay Bolton. Sansa, infatti non incontra mai Brienne e Pod, non rischia di sposarsi un malato psicolabile, non rivede Theon Greyjoy e continua a fingersi la figlia bastarda di Petyr. Ramsay sposa una ragazzina che viene fatta passare da tutti come Arya Stark, legalizzando la pretesa di dominio su Grande Inverno. Stop.


BRAAVOS

Arya Stark arriva a Braavos proprio come volevamo noi tutti e la sua storia procede balzellon balzelloni verso la trama delineata da Martin - anche se sto ancora aspettando il momento fatidico in cui le succede quella cosa là, che non dirò perché voglio evitare spoiler a lettori e spettatori. Una differenza è proprio la presenza di Jaqen, che in teoria sarebbe alla Cittadella. Jaqen qui interpreta "l'uomo gentile", la guida di Arya nel suo percorso per diventare Nessuno. In questo caso la storia segue pari pari i libri, senza infamia e senza lode.


MEEREEN E DINTORNI

Qui succede veramente un puttanaio. Cominciamo con Tyrion e Varys: il Ragno Tessitore, che nei libri scompare subito dopo aver liberato il Folletto per riapparire in disguise fornendoci un meraviglioso momento di sgozzamento di un Lannister, nella serie rimane ancora per un po'. Niente da ridire, se non che la barba di Tyrion non è credibile: avete attraversato il Mare Stretto, non l'intero oceano. Proprio Tyrion viene rapito dall'improbabile Jorah Mormont, quello scassapalle scandaloso, che non riesce ad accettare che la Khaleesi lo abbia messo alla porta e decide di portarle in dono un nano per rientrare nelle sue grazie. Durante il viaggio, i due improbabili compagni di viaggio vengono attaccati dagli Uomini di Pietra e Jorah contrae il morbo grigio. Nei libri non è lui ad ammalarsi, bensì Jon Connington, che nella serie viene stromesso. Ma la cosa importante qui non è il triste Jorah che diventa ancora più triste. Qui di fondamentale c'è la totale assenza degli altri compari: Griff e suo figlio, il "giovane Griff". Dico che è importante perché nei libri la vera identità del giovane Griff viene rivelata nello stupore e sconcerto generali, creando un potenziale scompenso nella battaglia per il Trono di Spade. Nella serie questa cosa è totalmente assente, ma voglio concedere il beneficio del dubbio e vedere se non venga inserita più avanti. E a Meereen succede il finimondo quando la nostra Madre dei Draghi preferita si ritrova con i Figli dell'Arpia dentro casa. Prima di tutto il carattere di Hizdahr Zo Loraq è molto diverso: nella serie quasi quasi si mette a piangere per l'ansia di parlare con Daenerys, mentre del libro è un uomo persuasivo, deciso, di un certo spessore. Quindi chi non ha letto i libri si chiederà cosa mai ci potrà trovare in un uomo così deboluccio quando sull'altro piatto della bilancia c'è Daario. Comunque in una super battaglia nei vicoli di Meereen tra gli Immacolati e i Figli dell'Arpia accadono due cose: Verme Grigio viene ferito e ok, ma in più ser Barristan muore. La domanda che sorge spontanea è: perché?? E soprattutto: MA E ADESSO?? Perché nei libri i Figli dell'Arpia sono più tipi che colpiscono col buio ed il silenzio, ecco perché quella noiosa di Daenerys non riesce mai a sgamarli, quindi non c'è nessuno scontro con gli Immacolati. In più a seguito di questo la Khaleesi fa arrostire e sbranare dai suoi uno dei capi famiglia di Meereen - scelto secondo il criterio del "uno a caso, non mi importa" - e decide di riaprire le fosse da combattimento. Fin qui tutto ok, la storia dell'uomo sbranato dai draghi ci sta e la riapertura delle fosse avviene come da regola. Ciò che non ha senso è la proposta di matrimonio che Daenerys fa a Hizdahr: nella serie è lei che, per porre fine ai disordini, decide di sposarlo e sceglie lui perché è quello più a portata di mano. Nel libri è lui che le straccia i maroni ogni santo giorno per sposarla e alla fine lei cede solo per riportare l'ordine in città. Drogon è ancora disperso e non si sa che cosa stia facendo.



Tra l'altro, parlando di personaggi assenti, vogliamo domandarci per quale orrendo e opinabile motivo manca del tutto la nostra Lady Stoneheart? Diciamocelo, lo sapevamo fin dall'anno scorso quando resero noti i nomi del cast che lei nella season 5 non ci sarebbe stata, ma speravo almeno in una sua apparizione nelle stagioni successive. Invece nulla di nulla, lei semplicemente non c'è. Peccato, perché aggiungere un non-morto a questa serie non era male, senza considerare le implicazioni per la trama, ma quelle passano in secondo piano, tsk.

A conclusione di questo, si vede che le differenze sono tante. Io alcune le ho trovate inaccettabili, altre passabili. Ma la cosa che mi impensierisce è questa: a metà della stagione non è ancora praticamente capitato nulla. Non so se è chiaro, lo ripeto.

A META' DELLA STAGIONE NON E' ANCORA CAPITATO NULLA

Vorrei far presente questa cosa perché a me sembra una season sprecata, piazzata lì giusto per prendere tempo in attesa che Martin si dia una mossa. Il che è comunque inutile dal momento che autore del libro e autori della serie hanno già detto che da questa stagione in poi le due storie avranno in comune solamente il finale della macrostoria.
Voi che ne pensate? Siete d'accordo? Lasciatemi i vostri pareri in un commento qui, sono sempre contenta di confrontarmi con voi e di rivalutare le mie opinioni! E non perdetevi la puntata di domani, dall'interessante titolo Umbowed Unbent Unbroken, motto della casa Martell - che sia la volta buona in cui sviluppano la storyline di Dorne?

mercoledì 22 aprile 2015

Unsocial network

Ci sono un sacco di cose di cui vorrei parlare. In questa settimana di assenza dal mondo di internet ho prenotato un biglietto di andata e ritorno per Parigi con il TGV - scriverò un post a riguardo, penso - e ho guardato le puntate leakate di Game of Thrones di cui vi avevo parlato, ho iniziato non una, non due, non tre, ma ben quattro serie tv e ho speso un po' di sudati quattrinazzi da Camaïeu.

Maaaa oggi non voglio parlare di questo, bensì di un nuovo social network che di social non ha niente, nemmeno il nome, ovvero Tsū.

Tsū è un social network che pascola per il web già da un annetto, ma ultimamente in Italia c'è stato un vero BOOM. Il concetto di base di Tsū è il fatto che paga gli utenti per i loro contenuti. Prima che vi fiondiate ad aprire un conto sappiate che il guadagno, oltre ad essere veramente limitato, non è immediato. Ma addentriamoci nei suoi meandri profondi.

Prima di tutto occorre precisare che Tsū è una piattaforma ad inviti. Che vuol dire? Significa che, al momento dell'iscrizione, dovete digitare il nickname di un amico/parente/conoscente/nemico giurato per dimostrare di conoscere qualcuno all'interno. Un po' come funzionava tempo fa per Dalani. Non è per niente difficile reperire un contatto in rete, perché colui che vi "invita" guadagna qualcosa per ogni iscrizione. A parte la necessità di un nickname amico, Tsūfunziona esattamente come un mix tra Facebook e Instagram. Non esistono pagine o gruppi come su Facebook, né bisogna per forza caricare una fotografia 4:4 come su Instagram. Ciascun contenuto può essere apprezzato con un "mi piace", con un commento o con una condivisione, un po' come su Tumblr. L'interfaccia dell'app è simile a quella di Instagram, mentre sul web sembra di più Facebook. Di positivo c'è che nella vostra timeline - o schermata home - verranno visualizzati tutti i contenuti, indipendentemente da chi li ha postati e quando, senza la fastidiosa presenza di un algoritmo selettivo. 

A questo punto non vi rimane molto da fare se non condividere e far condividere. Tuttavia esistono alcune regole precise.
  • Si possono caricare fino a 24 post ogni 24 ore
  • Si possono convididere fino a 8 post altrui ogni 24 ore
  • Si possono aggiungere al massimo 5000 amici
  • Si possono seguire fino a 1000 persone - non esiste però un limite a quanta gente può seguire te
  • Si possono lasciare in sospeso fino a 50 richieste di amicizia alla settimana
  • Si possono inserire al massimo 10 hashtag per post
  • Verranno bannati tutti i profili che usano precisi hashtag per invitare gli altri a confividere. I vari #followme, #follow4follow e #share vengono interpretati come spam: usateli e verrete buttati fuori a calcioni
  • Si possono taggare al massimo 10 persone per post, nello stesso modo in cui si taggano su Facebook e Instagram usando la chiocciola
E adesso, la super domandona galattica: in soldoni quanto si guadagna? Non esiste un tetto minimo giornaliero, né un tetto massimo, ma non aspettatevi di scoprirvi improvvisamente miliardari dal giorno alla notte. Io sono incritta da tre giorni, ma ho guadagnato la bellezza di 0,02 dollari. Perché? Perché la quantità di denaro che piomba nelle vostre tasche dipende dalla qualità e dall'interesse dei contenuti. Infatti ciò che davvero conta sono le visualizzazioni ricevute dai vostri post sia sulle vostre bacheche che su quelle degli altri. Mi spiego meglio: io pubblico la foto del Grumpy Cat e Fidanzato la condivide. Le visualizzazioni che ricevo valgono sia sul mio post originale che nella copia condivisa da Fidanzato. Condividere i post altrui aiuterà non solo l'autore, ma anche voi: il vostro nome avrà maggiore visibilità e riceverete comunque una percentuale di guadagno su tale contenuto. In poche parole si guadagna in due.

La monetizzazione del vostro guadagno è ripartita in questo modo:
  • Il 10% va allo staff di Tsū 
  • Il 30% va all'amico che vi ha invitati, chiamiamolo Tizio
  • Un altro 10% va all'amico che ha invitato Tizio, ovvero Caio
  • Un miserevole 5% va all'amico che ha invitato Caio, alias Sempronio
  • A voi arriva pulito il 45% dei profitti
Come vedete si tratta di una luuuuunga catena di guadagni, per questo si raccimolano briciole. Comunque una volta che avrete raggiunto i 100 dollari potrete farvi spedire a casa una specie di assegno/coupon - devo ancora capire cosa sia - per poter ritirare il denaro.
Ora, per noi del vecchio continente 100 dollari sono a malapena 80 euro, forse perfino meno, ma considerando che li guadagnamo essenzialmente cazzeggiando non vedo perché no.

In ogni caso ammetto che è davvero semplicissimo e veloce da utilizzare, al punto che lo controllo più spesso degli altri social, anche se forse è dovuto alla novità. Di sicuro è un unsocial social network, perché quasi nessuno condivide per il puro piacere di farlo: tutti lo fanno solo per ricevere soldi in cambio. Però è divertente ed è un'ulteriore piattaforma su cui piazzare le nostre facce. Qui sotto trovate l'anteprima del mio profilo, non esitate a registrarvi usandomi come amica. Quando ve lo chiederà, digitate ___gaimaninthetardis per accedere. E divertitevi :3


domenica 12 aprile 2015

Game of Streaming

Nonostante ormai ci abbiamo fatto l'abitudine, dal momento che questa serie è una delle più scaricate al mondo, oggi è saltata fuori una notiziona. Pare che le prime quattro puntate della quinta stagione della celebre serie targata HBO siano state messe illegalmente online. La cosa che fa scalpore è che la premiere doveva essere proprio oggi, il 12 aprile: non hanno perso tempo, insomma.
Appena la settimana scorsa il produttore di GoT Greg Spence aveva dichiarato di sentirsi un tantinello preoccupato: e te lo credo.

Ora resta da vedere quanti fans sceglieranno di essere dei bravi bimbi diligenti e aspetteranno di vedere la serie in tv e quanti invece sono già partiti a scaricare le puntate. Conosco amici in entrambe le fazioni, si scatenerà il Game of Streaming, altro che troni.

Per quanto mi riguarda credo proprio che aspetterò di vedermi la serie con calma di settimana in settimana. Non avrebbe senso spararsi i primi quattro episodi rincoglionendosi davanti alla tv per poi rimanere per praticamente un mese con l'ansia da ommioddiocosasuccederà. E poi seguo trentordicimila serie tv, non ho fretta.

In ogni caso l'attesa si fa sentire, tra le anticipazioni e le dichiarazioni sconcertanti riguardo la storyline siamo tutti con il fiato sospeso, pronti ad un torcibudella moooolto a sorpresa anche per chi ha letto i libri - e a tal proposito, zio Martin, darsi 'na mossa pare brutto? In sostanza sono pronta con popcorn e fazzoletti di carta.

martedì 7 aprile 2015

Into the Woods

Prima di tutto, buona Pasqua in clamoroso ritardo. Vi scrivo questo post molto mattiniero dopo le abbuffate di questi giorni, che si sono concluse cinque ore fa - tra parentesi, credo di essere l'unico essere umano in grado di ustionarsi la faccia ai primi di aprile, con un sole ancora in coma. Già.

Ma parliamo di cose serie: sabato sera sono andata a vedere Into the Woods, tratto dall'omonimo musical di Broadway - a sua volta tratto dal libro Il mondo incantato di Bruno Bettelheim, che al contrario di quanto potremmo pensare è un saggio psicoanalitico e non un romanzo. Ne sono rimasta complessivamente molto soddisfatta. Avevo già visto una vecchissima registrazione della versione teatrale e posso dire in tutta franchezza che per la prima volta gli effetti da americanata cinematografica hanno migliorato la storia. Molti effetti speciali usati dal regista Rob Marshall hanno dato una bella spintarella a scene quali la trasformazione della strega (Maryl Streep nel film) e la crescita della pianta di fagioli.

Into the Woods confronta desideri e mancanze dei diversi personaggi, rendendo possibile per loro realizzarli - anche con sistemi poco ortodossi - una volta entrati, appunto, nel bosco. Qui i personaggi cambiano se stessi, lo dice anche la canzone dei due fornai "It Takes Two", in un modo non del tutto alla Walt Disney. Anzi: abbiamo un principe traditore (Chris Pine), una Cinderella (Anna Kendrick) molto indipendente, una fornaia (Emily Blunt) che dopo aver sfornato il pargolo dell'amato marito si concede una pausa con il sopracitato principe. E ancora un lupo cattivo (Johnny Depp) che "ma dai, sembra un pedofilo!" [cit. Fidanzato], una piccola e dolce Cappuccetto Rosso (Lilla Crawford) che ha tutta l'aria di volerti staccare la pelle per indossarla come farebbe Bloody Face e un Jack (Daniel Huttlestone) così preso dalla sua dannata mucca che dopo due secondi sarei balzata nel film a dargli due schiaffi in faccia.

Inutile dire che l'interpretazione di Maryl Streep è stata superba. Sono abituata a vederle indossare i panni della zia schizzata in Lemony Snicket, quelli della stilista con problemi di autostima in Il diavolo veste Prada fino ad una simpatica e materna Julia Child in Julie and Julia. Insomma, è un'attrice che bene o male abbiamo visto tutti all'opera. Non parlo solo della voce, gli attori che prendono parte a musical del genere trascorrono ore ed ore ad imparare ad impostare la voce per le singole canzoni del film. Parlo del suo modo di fare la strega: ambigua, a metà tra l'egoismo profondo e il forse forse vi do una mano, cià. Per farvi un'idea di cosa non sia questa donna nella pellicola vi lascio il video di Last Midnight, una delle mie canzoni preferite dell'intero musical.


L'intero film è un succedersi di scene comiche e avventurose, dal forte impatto emotivo o solo dalla forte demenzialità - per dirne una, ascoltatevi "Agony" che non fa male - che impone ai personaggi di continuare ad incontrarsi/scontrarsi per motivi di versi manco in un paese piccolo tipo Pedesina, amandosi e odiandosi.

Il cast è d'eccezione. A parte gli attori già citati, abbiamo come madre di Jack una splendida Tracey Ullman, ovvero Latrina in Robin Hood - Un uomo in calzamaglia, James Corden nei panni del fornaio (a tal proposito, amici whovians, non vi pare che sia un po' sfigato coi neonati?) e Christine Baranski come matrigna di Cinderella. Quando ho visto Tracey Ullman ho tipo recitato metà del film su Robin Hood e all'apparire di Chris Pine c'è stato un ululato tipo "OMMIODDIO MA QUELLO E' IL CAPITANO KIIIIIIRK". Fidanzato era fiero di me.

Di apprezzabile, al di là delle superbe musiche di Stephen Sondheim, c'è che qui le fiabe non sono "buone e giuste". Questa storia racconta di come la vita non sia affatto giusta: una madre che condanna la figlia alla bruttezza eterna perché le hanno rubato dei fagioli (N.B. rubato, non è che questa li regala ad minchiam canis), il principe fedifrago, la fornaia che... beh, spoiler, dolcezza. Ma è reale, non come i film Disney: ricorda più le fiabe dei Grimm, brutali esattamente come la realtà, che qui si ritrova ad essere racchiusa nella metafora del bosco dove tutto può accadere. Ma la morale finale è che nessuno viene abbandonato - Ohana significa famiglia, cari bambini - e che, alla fine, siamo tutti uniti contro le avversità. Lo dimostra la formazione di un nuovo nucleo familiare: quando la morte dei cari e la distruzione delle case sembra mettere i ginocchio i personaggi, il fornaio ed il suo bambino in fasce si uniscono a Cinderella, a Cappuccetto Rosso e a Jack per far fronte alle difficoltà in un finale dal sapore dolceamaro.

Una sola nota negativaPur contenendo la mia favourite song (vedi sopra), la parte finale del film l'ho trovata potenzialmente inutile e in effetti l'ho guardata solo per le canzoni: ok, è vero che c'era la consorte del gigante che giustamente voleva vendicarsi per il marito, è vero che bisognava chiudere molte questioni (vedi Cinderella che doveva prendere a calcioni il suo principe) ed è vero che altrimenti il film durava un'ora scarsa. Però. Tutti si aspettano il finale ad un certo punto: mi ricordo che pensai la stessa cosa dopo aver visto la versione teatrale.

In conclusione è un film da vedere, se non siete i tipi che si scartavetrano i cojones piuttosto che guardare un susseguirsi di musiche e canzoni. Non aspettatevi un colossal tipo Les Misérables, anche se l'iniziale opening in cui tutti strillano "INTO THE WOOOOODS!" un po' di carica me l'ha messa, né una trama eccessivamente impegnata. Ma se viene considerato come ciò che è, ovvero un piacevole intrattenimento per tutte le fasce d'età, allora è decisamente un film da tenere in considerazione.
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